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Sanita' e vaccinazioni richieste

Nessuna vaccinazione è richiesta obbligatoriamente, esclusa quella della febbre gialla se si proviene da aree infette. Elevata diffusione di AIDS. Focolai di malattie tropicali, (es. malaria, encefalite giapponese) in zone lontane dalle citta' e fuori dai circuiti turistici abituali, ove si registrano anche casi di lebbra.  Una profilassi antimalarica è consigliata nel caso si voglia visitare queste aree.

L'epidemia di SARS , che ha colpito indirettamente la Thailandia negli ann i scorsi , non si é al momento ripresentata.
In coincidenza con la stagione delle piogge puo' accadere che si verifichi, su tutto il territorio thailandese e anche nella capitale, Bangkok, una diffusione insolitamente virulenta della malattia "dengue".
Elevati tassi di inquinamento atmosferico nella capitale Bangkok. Ottime strutture sanitarie locali.
Per eventuali altre informazioni e suggerimenti di carattere sanitario (vaccinazioni, profilassi ecc.) e' possibile consultare le pagine web dell'ACI viaggiare sicuri (in collaborazione con gli Affari Esteri) ed il sito internet saluteitalia (seguendo il link "viaggiare sani" e selezionando come Paese la Thailandia), oltre che il sito del centro di profilassi e vaccinazioni internazionali dell'Azienda Sanitaria Locale di Roma all'indirizzo web www.travelclinic.it . Ulteriori informazioni sono disponibili sulle pagine internet del Sistema Informativo Sanitario del Ministero della Sanita', dedicate alla profilassi delle malattie infettive e ai rischi per i viaggiatori  presso il sito www.sanita.interbusiness.it/malinf

L'influenza aviaria non è cosa nuova . Nel 2004, infatti, si verificò una vera e propria epidemia, della quale, oggi, sono disponibili i dettagli. La premessa è che la Thailandia è uno dei maggiori produttori di pollame: circa un miliardo di capi l'anno, con 400.000 addetti circa, senza contare gli allevamenti domestici per il consumo diretto. Gli allevamenti sono concentrati nelle regioni centrali e orientali. Le morti di polli cominciarono alla fine di dicembre 2003 e circa un mese dopo venne isolato l'ormai famoso virus H5N1, che a sua volta derivava dal sottotipo che aveva agito nell'anno 2000. Anche i casi di contagio dall'animale all'uomo cominciarono nello stesso periodo. C'è la quasi certezza, da parte delle autorità sanitarie thailandesi che il virus sia stato introdotto nel paese dall'esterno, con le migrazioni di uccelli selvatici dalle pianure della Cina, in occasione della stagione fredda, ma non è stato possibile tracciarne il percorso, né trovare con certezza il caso indice, cioè il primo. L'epidemia si è svolta in due fasi. La prima va da gennaio a maggio 2004, con focolai in 188 villaggi situati in 42 delle 76 province in cui è suddiviso il paese. Una distribuzione uniforme, che prova come il virus si fosse diffuso abbastanza equamente. La seconda va da luglio a dicembre 2004, e furono identificati focolai in 1243 villaggi, in 51 province, ma con massima concentrazione in tre regioni.

 
     
   
     
     

     
     
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